The Sceptical “Amateur Scholar of Numismatics”. 5 + English Version

Ecco l’ennesimo caso di un “professionista non professionale” nel mondo del commercio numismatico. Ho appena dato uno sguardo all’asta online 68 del 2 ottobre della casa d’aste WAG online Auktionen oHG. 

This is yet another case of a “professional unprofessional” in the world of numismatic trade. I’ve just taken a look at online auction 68, October 2, of WAG online Auktionen oHG.

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2998 .

Ho visionato 3 sole monete, quelle di mio maggiore interesse. Poi mi sono fermato. Si tratta dei lotti 1, 2 e 4: due tetradrammi di Alessandro Magno e uno di Atene. Non sono un “professionista professionale” del settore e quindi non voglio discutere della genuinità dei pezzi, ma piuttosto soffermarmi su altri aspetti più consoni al mio background di tipo accademico:

1- di nessuno dei tre esemplari è indicato il riferimento bibliografico, cosa che dovrebbe essere la prassi per un professionista. Il che ci porta a…

2- non hanno indicato il riferimento bibliografico, perchè evidentemente non lo conoscono. Ciò è accettabile per un “professionista non professionale”, ma non per uno “professionale”.

I watched only 3 coins, those of my interest. Then I stopped. It is lots 1, 2 and 4: 2 Alexander’s and 1 Athens’s tetradrachms. I’m not a “professional professional” and so I will not discuss the authenticity of the specimens, but I’ll rather focus on other aspects more suitable for my academic background:

1- none of the three specimens has a bibliographic reference, which should be normal for a professional. This fact led us to …

2- they didn’t indicate the bibliographic reference, obviously because they didn’t know it. This is acceptable for a “professional unprofessional”, but not for a “professional professional”.

Lot n°1: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2998&category=61802&lot=2497457

E’ definito come tetradrammo di Mileto, evidentemente per la presenza delle lettere MI sotto il trono di Zeus. Ciò è imbarazzante: secondo me infatti la zecca di MI-lano è più probabile… a parte le battute, la tipologia è in realtà Price 3746, attribuita alla zecca di Babilonia (311-305 a.C.). Vediamo un esemplare analogo del Münzkabinett di Berlino:

It‘s indicated as Miletus tetradrachm, evidently due to the presence of MI under the throne of Zeus. This is embarrassing: in fact I think the mint of MI-lan is more likely … but, joking aside, the type is actually Price 3746, attributed to the mint of Babylon (311-305 BC). We see a similar coin from Berlin Münzkabinett:

Lot n°2: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2998&category=61802&lot=2497458

E’ definito come tetradrammo di Parium (almeno hanno avuto il buon senso di mettere un bel ?), evidentemente per la presenza del bucranio in campo sinistro del rovescio come nei tipi Price 1459-60 attribuiti alla zecca di Parium (280-75 a.C.). Da notare in questi casi (tra l’altro) la presenza di monogrammi sotto il trono di Zeus. La tipologia è invece quella del Price 93, attribuita alla zecca di Anfipoli (336-323 a.C.). Vediamo prima un esemplare analogo e addirittura con gli stessi conii di dritto e rovescio dalla collezione dell’ANS:

It‘s indicated as Parium tetradrachm (they had at least the good sense to use ?), apparently due to the presence of bucranium in left field on the reverse as in the types Price 1459-60 attributed to the mint of Parium (280-75 BC). Let’s watch in these cases the presence of monograms under the throne of Zeus. The type is instead that of Price 93, attributed to the mint of Amphipolis (336-323 BC). Let’s see a similar coin and even with the same obverse and reverse dies from the ANS collection:

b

Im. 2: Price 93 from the ANS collection (http://numismatics.org/collection/1944.100.27692).

E poi i due tetradrammi attribuiti alla zecca di Parium col simbolo del bucranio:

Then 2 tetradrachms attributed to the mint of Parium with the bucranium symbol:

c

Im. 4: monogramma sotto il trono di Price 1459, del quale non sono riuscito a reperire un’immagine. Monogram under the throne in Price 1459, of which I did’t find a picture.

Mi chiedo se il testo del Price non lo possiedano o, pur non pretendendo che lo conoscano a memoria, le tengano su uno scaffale a prendere polvere? Avendolo utilizzato qualche volta, in presenza di simboli o lettere riconoscibili, ci vogliono 2 minuti per identificare correttamente una moneta all’interno del catalogo…

I wonder if they don’t possess the book of Price or, not pretending that they know it inside out, they leave it on a shelf gathering dust? Having used it a few times, in the presence of recognizable symbols or letters, it takes 2 minutes to correctly identify a coin in the catalogue…

Lot n°4: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2998&category=61802&lot=2497460

E’ definito correttamente come tetradrammo di Atene, ma, visto che si tratta forse della più famosa moneta dell’antichità, sarebbe davvero difficile un’errata identificazione. Hanno dato, bontà loro, persino una datazione (479-393 a.C.), ma forse avrebbero fatto più bella figura non segnalandola. Infatti esistono vari studi (il testo del Flament che è davvero molto specialistico, ma anche quello del Kroll) nei quali le monete di Atene vengono ordinate cronologicamente in differenti gruppi all’interno del periodo greco classico. Qui l’hanno indicato tutto… e pure scorrettamente perchè la coniazione dei tetradrammi in argento ad Atene si interruppe dal 406/5 al 393/2 a.C….1  E’ come se una moneta imperiale romana venisse datata 27 a.C.-476 d.C.. Bisogna però dire che a differenza dei due casi precedenti, viste le numerose varianti distinte in base a particolari minimi, un’identificazione precisa è molto più complessa e magari, per un non specializzato in monetazione ateniese, richiederebbe un’oretta buona… ma non è forse per questo che si acquistano monete da professionisti?

It‘s correctly indicated as Athens tetradrachm, but since it is perhaps the most famous coin of antiquity, it would be really hard to misidentificate. They gave, it’s amazing, even a dating (479-393 BC), but perhaps they would have done more good impression not giving it. In fact there are several studies (the text of Flament which is really very specialized, but also that of Kroll) in which Athenian coins are arranged chronologically into different groups within the classic greek period. Here they indicated everything … and also incorrectly because the minting of silver tetradrachms in Athens broke off from 406/5 to 393/2 BC 1 … It ‘s like a Roman imperial coin dated 27 BC-476 AD. But we must say that, unlike the two previous cases, given the many different variants based on the smallest details, a precise identification is much more complex and maybe, for a non-specialist in the Athenian coinage, would require an hour or something like that... Is that not what you buy coins from professionals?

Come si spiega una situazione del genere? Il commerciante si adegua in questo, come altri casi, al collezionista medio che, senza che io ritenga ciò una colpa da parte sua, non ha spesso interesse per questi aspetti: gli basta avere in mano una moneta esteticamente gradevole e autenticata da un sedicente professionista. Ma come fa quest’ultimo a essere certo che sia genuina se non ha la benchè minima conoscenza della moneta che sta vendendo?

How do you explain such a situation? The market is adapting in this, as other cases, to the average collector who, not considering this as a fault of his own, often has no interest in these aspects: they just want a coin aesthetically pleasing and authenticated by an alleged professional. But how can they be sure it’s genuine if they don’t know the coin that are selling?

ADDENDA

Dalla Subasta 93 – Mail auction di MARTÍ HERVERA S.L del 18 ottobre 2016:

From Subasta 93 – Mail auction, October 18, of MARTÍ HERVERA S.L.:

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3022&category=62417&lot=2518743

Questa dramma di Alessandro Magno è definita di “ceca incierta” (zecca incerta), dato che l’indicazione bibliografica utilizzata è quella ottocentesca del Müller (763). In realtà si tratta di un tipo particolarmente comune: Price 2090, attribuito alla zecca di Mileto (325-3 a.C.). Un piccolo aggiornamento non farebbe male…

This drachm of Alexander the Great is defined of “ceca incierta” (uncertain mint), since the used bibliographic indication is that the nineteenth-century text of Müller (763). Actually is a very common type: Price 2090, attributed to the mint of Miletus (325-3 BC). A little updating would not hurt …

http://numismatics.org/pella/id/price.2090?lang=it

https://www.acsearch.info/search.html?term=miletus+price+2090&category=1-2&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&images=1&currency=usd&thesaurus=1&order=0&company=

3

Im. 5: Price 2090 from the ANS collection (http://numismatics.org/collection/1944.100.31849).

1:Flament 2007, pp. 118-122.

BIBLIOGRAPHY:

C. Flament, Le monnayage en argent d’Athènes. De l’époque archaïque à l’époque hellénistique (c. 550-c. 40 av. J.-C.), Louvain-la-Neuve, 2007.

J.H. Kroll, The Greek Coins. The Athenian Agora, vol. XXVI, Princeton, 1993.

L. Müller, Numismatique d’Alexandre le Grand; Appendice les monnaies de Philippe II et III, et Lysimaque, Copenhagen, 1855-58.

M.J. Price, The Coinage in the Name of Alexander the Great and Philip Arrhidaeus, 2 voll., London, 1991.

 

 

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