4-2018. ACARNANIA

Oltrepassato il Golfo di Ambracia giungiamo dunque nella regione dell’Acarnania, poco nota ai più, ma ricca di siti di interesse storico e archeologico.

Mappa dell’Acarnania antica e delle zone limitrofe.

La prima tappa, o meglio il primo tentativo fallito è Anaktorion, colonia di origine corinzia affacciata direttamente sul golfo, che però, in mancanza di indicazioni in loco e dopo vari tentativi infruttuosi, decidiamo di lasciarci alle spalle.

Questo è in effetti un problema che ho riscontrato spesso in Grecia: la mancanza di un sistema cartellonistico relativo a molti dei siti “minori” o a volte uno persino labirintico, come ad esempio un bel cartello che conduce a un incrocio privo invece di ulteriori segnalazioni, con strade non asfaltate che si perdono nel nulla. Al contrario mi è capitato anche di trovarmi di fronte a un cartello che, senza ulteriori specificazioni, affermava la presenza di un “luogo archeologico” (αρχαιολογικός χώρος) del quale però non c’era alcuna traccia visibile. L’utilizzo delle coordinate GPS dei siti da visitare e di google maps alla ricerca di tracce dei resti archeologici possono talvolta aiutare a risolvere queste situazioni.

Ci dirigiamo speranzosi verso l’interno collinare e raggiungiamo l’antica città di Tyrreion o Thyrrion, situata in posizione d’altura.

Resti delle mura di Thyrreion.

Il piccolo museo locale.

Riusciamo ad individuare, presumibilmente per mancanza di scavi adeguati, solo un muro difensivo del II secolo a.C. e visitiamo il piccolo e vetusto museo, dove una custode che parla solamente greco e appare sorpresa di vedere dei turisti ci fa capire che è vietato, ahimè, fare fotografie.

Così come Anaktorion anche questa polis era di fondazione corinzia come evidente  dalla testimonianza numismatica.

Stateri d’argento di Corinto, Anaktorion e Tyrreion del IV secolo. L’iniziale del nome della città ne indica l’origine.

Raggiungiamo quindi l’antica città di Palairos, che non conoscevo prima di questo viaggio, ma che sorprendentemente offre delle testimonianze archeologiche spettacolari e decisamente superiori a quelle dei due siti precedenti e ben più noti.

L’antica Palairos in vista satellitale da google maps. Si riconosce molto bene il circuito murario, che è senza dubbio l’elemento meglio conservato del sito.

Situata in posizione d’altura e dominante sul paesaggio circostante, riguardo ad essa Tucidide (Guerra del Peloponneso, II, 30, 1) racconta che nel 431 a.C., cioè all’inizio della Guerra del Peloponneso (431-404),gli ateniesi … dopo aver preso Sollium, una città appartenente Corinto, cedettero la città e il territorio agli Acarnani di Palairos“, che erano dunque loro alleati.

Il Central Gate, nella parte bassa, attraverso il quale si entra attualmente in città.

Il Gate B, nella parte alta.

Le due grandi cisterne per la raccolta e la conservazione dell’acqua, poste sotto una tettoia (visibile nelle foto successive).

Degli edifici interni restano al massimo le fondamenta.

Una torre e le mura.

Vista da Ovest verso Est…

… e da Est verso Ovest.

Resti di un’esedra nell’area dell’agora.

BIBLIOGRAFIA

Antica Paleros su GTP.gr: online.

F. Carinci, Etolia e Acarnania, in “EAA”, 1994: disponibile online.

D. Levi, Anactorio, in “Enciclopedia Italiana”: disponibile online.

D. U. Schilardi, Acarnania, in “Il Mondo dell’Archeologia”, 2004: disponibile online.

M. Torelli, T. Mavrojannis, Anaktòrion, in “Grecia”, 1997, p. 62.

Patras University, Thyrreion, in “Topostext”: disponibile online.

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